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DAVID R. ADLER RECENSISCE "HORIZONTAL DIALOGUES"


di DAVID R. ADLER*

New York, febbraio 2017


















Horizontal Dialogues, il titolo scelto per questo album dal batterista e compositore Raffaele Califano, racchiude in nuce una molteplicità di significati diversi. Rievoca il dialogo inter paris che dà vita alla musica più ispirata, come è ovvio che sia, ma allo stesso tempo richiama la dimensione empatica delle relazioni umane che si instaurano nei contatti interpersonali, “quella necessità al dialogo che nasce tra le persone di qualsivoglia provenienza”, come afferma Califano.


“Le voci di noi artisti si elevano al ruolo di note musicali e la musica le unisce, fondendole in un’unica armonia. Non sempre ciò si verifica e tuttavia ne sentiamo un crescente bisogno”.

Califano ha alle spalle una lunga esperienza di dialoghi interpersonali - relazioni stimolanti intraprese nel corso della sua lunga formazione accademica e dei suoi studi con importanti musicisti del calibro di Bob Moses, Francisco Mela, Gary Chaffee, Skip Hadden e Portinho. I dialoghi si sono ulteriormente amplificati quando Califano ha indossato le vesti di docente di musica della scuola pubblica italiana, ruolo che ha alternato con la sua attività concertistica o in sala di incisione suonando con colleghi quali Eddy Palermo, Toninho Horta, Paolo Di Sabatino, Fabrizio Bosso e molti altri.




In questa ispirata registrazione, che vede impegnato un quartetto di musicisti perlopiù italiani, coesiste, come nelle intenzioni di Califano, anche un piano orizzontale del dialogo: viene dall’america il sassofonista tenore Seamus Blake, acclamato solista con la Mingus Big Band e con Gonzalo Rubalcaba ed apprezzato musicista della scena newyorkese ed internazionale.


“La ricerca del dialogo mi ha permesso di incontrare il grande Seamus Blake–afferma Califano–e nonostante le distanze, sapevo che saremmo riusciti a comunicare ed a condividere insieme delle belle esperienze”.

Raffaele Califano e Seamus Black

Il dialogo si fa più profondo grazie al forte legame che lega Califano ai musicisti della sua band.


“Il pianista Antonio Magli è un grande musicista ed una bella persona. Abbiamo avuto occasione di lavorare insieme per alcuni anni, soprattutto dal vivo”. Magli ha collaborato anche in Brush Up, il disco uscito nel 2015 che ha segnato il debutto di Califano come band leader.


Antonio Magli

Califano ed il contrabbassista Francesco Pierotti si sono incontrati di recente in una masterclass al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. “L’ho invitato a suonare il contrabasso in uno dei miei concerti–ricorda Califano–e da allora è nata una bella amicizia a cui è seguito l’invito, accettato con piacere, a collaborare a questo nuovo disco”.


Francesco Pierotti

La solare atmosfera del frizzante incipit in 7/4 del brano “A Beetle Romantic”, consente a Califano e la sua band di avventurarsi in una intro piuttosto ottimista ed insolita, in cui Blake si rilassa con una melodia prima dell’assolo energico e coinvolgente. E l’accompagnamento al piano di Magli con la tastiera Roland XP-50 amplia lo spettro del suono del brano, conferendogli un mood moderno.


Accompagna il brano un video musicale, ora on line, diretto da Ari Takahashi. Il video mostra Califano alle prese con l’ispirazione compositiva in un ritratto di vita quotidiana: è una bella giornata luminosa e Califano si sta rilassando sul tetto della sua casa. La figlia più piccola gli si avvicina mostrandogli il disegno di un insetto, precisamente una coccinella. Quindi i due, sdraiati ad ammirare il cielo, immaginano di riconoscere la forma della coccinella nelle nuvole sopra di loro. Questo momento di intimità familiare è stata fonte di ispirazione per Califano, consentendogli di portare a compimento la sua creazione musicale.



Nel brano “Baron and Pres” ritroviamo un Blake in gran forma, che si esprime con una melodia in legato prima di librarsi in un groove decisamente funky. La melodia prende il nome da Charles Mingus e Lester Young (“Baron” era il soprannome di Mingus nella West Coast degli anni 40).


Nel brano “Damiani Tres Duo” l’andamento si fa più lento facendo emergere l’elegante armonia, mentre il gruppo esalta un altro aspetto dell’insieme. Il titolo fa riferimento a Paolo Damiani, insegnante di composizione di Califano. “Si tratta dello sviluppo di uno studio che stavo suonando tanto tempo fa”, spiega il batterista. “Tres Duo significa che mi sono imposto di comporre sempre usando la sequenza di tre e due note con variazioni ritmiche”.


L’arrangiamento di Califano di “Tune Up”, un classico di Miles Davis del 1953, sembra discostarsi dalla progressione di accordi di II-V-I che caratterizza la versione originale. “Ho cambiato completamente l’armonia e la forma–spiega–e mantenendo la melodia originale ho esteso la linea melodica. In tutti i brani, di fatto, ho adottato un sistema compositivo armonico oltre a quello funzionale".


"È stato il mio più grande impegno degli ultimi anni. Cerco solitamente di utilizzare sistemi armonici diversi, non funzionali, più cromatici, modali e contemporanei. Ed a volte uso il sistema funzionale in punti particolari del brano, in base all’effetto che voglio ottenere”.

La ballad “New Life” si ispira a Wayne Shorter e vede di nuovo un Blake strepitoso. “Stavo analizzando le composizioni di Shorter–ricorda Califano–e mi è venuta l’idea di scrivere questa melodia. Nelle mie composizioni cerco di infondere qualcosa che attragga la mia attenzione, il mio spirito. Per questo motivo le armonie che ne risultano hanno un preciso modo di essere, sono pensate e ideate per fare da guida a questo racconto musicale”.


Da questo punto in poi, Horizontal Dialogues si muove verso una dimensione groove, sebbene con un inizio melodioso nel brano “Week Work”. Intriganti forme diverse e lunghe frasi rendono il lavoro del solista più stimolante, e tuttavia l’andamento legato che caratterizza la melodia principale risulta molto naturale e scorrevole.


Nel brano “Out of the Loop” ritorna, in modo molto più audace che nel brano di apertura, la tastiera Roland, questa volta sostituendo del tutto il pianoforte acustico ed infondendo al brano sfumature di suoni ed effetti elettrici.


Questo effetto estetico si fa ancora più pronunciato in “Onin”, il brano conclusivo che non vede la partecipazione di Pierotti ma dove Magli assume alla tastiera il ruolo del basso. Il titolo del brano nasce dalla fusione delle parole “on” ed “in” come spiega Califano: “Indica il ritmo che ruota sopra, dentro ed intorno al tempo. È la pulsazione ritmica che gioca intorno al concetto di tempo. A volte il ritmo è sopra, a volte è dentro ed i due ritmi si alternano continuamente".


L’elemento elettrico è qualcosa che Califano intende approfondire ulteriormente, forse nella sua prossima registrazione. Ed il dialogo continuerà, evolvendo in nuove idee, mentre l’essenza dell’identità musicale di Califano toccherà livelli ancora più in profondi.


David R. Adler

New York, febbraio 2017

  • David R. Adler scrive di jazz ed altro. Suona anche la chitarra e canta. Dal 2010 al 2007 ha insegnato Storia del jazz alla Aaron Copland School of Music (Queens College-CUNY), collaborando a lungo con Ricky Riccardi del Louis Armstrong House Museum and Archives. Ha anche partecipato come docente ospite alla New York University, all'Hunter College, al Baruch College, alla Fairleigh Dickinson University e alla 92nd Street Y. Nell'estate del 2017, dopo 30 anni a New York (e due a Philadelphia), David si è trasferito con il suo famiglia ad Atene, in Georgia, dove continua a scrivere di musica e si esibisce da solo (http://adlermusic.com)

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